
Raccoglie preferenze principalmente tra i neodiplomati del sud-Italia, vede un’elevatissima percentuale di laureati triennali proseguire la formazione con lauree magistrali (91,7% è il dato), tra i suoi “dottori” quasi i 4/5 resterebbero a lavorare nell’area dell’Italia centrale, di questi la maggior parte impiegati nel settore pubblico, con contratti soprattutto atipici ma anche a tempo indeterminato.
Questo, in sintesi, il bilancio positivo, frutto dell’indagine somministrata a un campione di laureati dall’Ateneo perugino, che è stato presentato ieri, durante “Professione Comunicatore (1): Impresa, Territorio e Comunicazione”, l’evento organizzato a Perugia in occasione del decimo compleanno dei Corsi in Comunicazione.
Dopo il grande successo di pubblico riscosso nei primi anni – come ha più volte ricordato il presidente dei Corsi, Paolo Mancini – si apprestano ora a vivere una fase numericamente più tranquilla e qualitativamente migliore.
Vantando 3010 laureati dal 1997 ad oggi, la triennale in Scienze della Comunicazione e le due lauree magistrali in Multimediale e Istituzionale e d’Impresa, frutto della riforma attiva dal 2001, sono l’offerta formativa che caratterizza questi corsi denominati Interfacoltà, per la convergenza di tre diverse realtà accademiche: Lettere e Filosofia, Economia e Scienze Politiche. “Caratteristica che ha sempre rappresentato un valore aggiunto, con garanzia di docenze altamente qualificate e insegnamenti specializzati, in ciascun ambito disciplinare” – hanno sottolineato i Presidi di Scienze Politiche, Montanari e di Economia, Daddi.
Note di merito sono andate anche alle grandi opportunità destinate ai “comunicatori di domani”, attraverso la formula degli stage e tirocini formativi, promossi dalla stessa Università. Infatti, a supportare l’attività didattica dell’Ateneo esiste già da tempo una struttura interna, appositamente dedicata, che ha superato le 800 convenzioni con aziende, enti pubblici e organizzazioni del territorio nazionale. Ad esempio, nell’anno accademico 2004/2005 sono stati 386 gli stage curriculari effettuati, di questi 159 ospitati in imprese di servizi o studi professionali; un trend in progressivo aumento, come testimonia il dato dell’anno successivo, che ha visto l’attivazione di 74 tirocini in più.
Anche dopo il conseguimento del titolo, l’ufficio stage continua a fornire assistenza ai neo-laureati, termine con cui vengono identificati tutti coloro che sono “diventati dottori” da meno di 18 mesi. Per citare un dato piuttosto recente, nell’a.a. 2005/2006, l’Università ha dato a 168 giovani la certezza di un’esperienza post-lauream, che in 6 hanno addirittura vissuto in paesi europei.
La giornata dedicata a imprese, territorio e per l’appunto comunicazione, è stata occasione anche per riflettere su alcune questioni importanti per chi si affaccia al mondo del lavoro, oltre 200 gli studenti presenti al convegno, ma anche per i professionisti del settore, imprenditori e docenti anche di altre sedi italiane. Tra i relatori, rappresentanti dell’Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti, di Ferpi (Federazione relazioni pubbliche italiana) e nomi del calibro di Alfredo Pallini, direttore generale della Banca Popolare di Spoleto, Marco Caprai del Sindacato dell’Industria dell’Alimentazione di Confindustria, Andrea Margaritelli, responsabile marketing dell’omonima spa, Gabriella Bianconi di Apm e Maria Cristina Mencaroni per il museo storico della Perugina. Microfoni accesi per i bisogni di formazione e di professionalizzazione, da un lato e le best practise di comunicazione “made in Umbria”.
L’evento promosso dai Corsi di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Perugia, è stato reso possibile anche grazie al sostegno offerto dalla Banca Popolare di Spoleto.
